A breve tante novità per il nostro Lato rosa del web, tra queste un bel reportage di viaggio americano!
Restate in lettura!
da un'idea progettuale di Sabrina Vasciaveo nasce nell'anno delle pari opportunità una testata giornalistica telematica "ilgiornaledelledonne.it" La testata si ispira al principio delle pari opportunità e dell'integrazione sociale e culturale valorizzando le differenze per l'auspicabile sviluppo sociale e civile. La testata cede il passo al blog, di gran lunga più al passo con i tempi e di immediato rapporto con i suoi lettori.
venerdì 5 ottobre 2012
venerdì 31 agosto 2012
NASCE LO STIVALETTO!
E' nato "Lostivaletto" il nuovo fashion blog! www.lostivaletto.blogspot.it
Buona lettura!
IL LATO ROSA DEL WEB
E' un'iniziativa by Illatorosadelweb....in fase di perfezionamento, sarà presto il punto di riferimento per chi desidera fare una passeggiata nell'armadio quattro stagioni e non vuole rinunciare a quei vezzi modaioli che solo le fashion addicted sono in grado di gestire all'interno di un look sobrio e sofisticato!
Buona lettura!
IL LATO ROSA DEL WEB
domenica 8 luglio 2012
LA CUCINA: FENOMENO CULTURALE!
"Cerchiamo di far diventare il cibo un piacere anzicchè un semplice bisogno"
Qualcuno ci incoraggiava a pensare al cibo non solo e non più come unico indispensabile bisogno fisico, ma sublimando una semplice abitudine vedeva oltre la tovaglia e il piatto spingendoci ed incoraggiandoci ad un'arte, quella del convivio!
La storia ci parla e fa rivivere il tempo del convivio come una necessità durante il Sacro Romano Impero, un modo per incontrarsi e pianificare il da farsi in tempo di predazioni e lotte.
Il convivio è un'arte importantissima: è a tavola che molti conflitti si placano proprio come la fame.
Oggi il convivio è ritenuto fondamentale per il buon saper vivere sociale, un buon piatto di spaghetti o una gustosa pizza fungono da collante sociale.
Saper godere di questi piccoli piaceri e non più semplici bisogni non è forse un modo di far cultura?
In tv impazzano trasmissioni a carattere culinario e ad ogni ora del giorno e della notte è possibile non solo apprendere nuovi modi di cucinare e proporre piatti, ma anche stili di vita e cortesie per rendere un banchetto davvero speciale.
Dall'America ci insegnano a realizzare feste e dolci sensazionali, momenti che sanno emozionare e arrivare dritti al cuore, non siamo forse nell'era del risveglio delle emozioni?
Tutto ciò che coinvolge lo stato emozionale del soggetto fa scuola e soprattutto riesce a colpire il bersaglio (il portafogli).
Ma la cucina sempre stato un vero fenomeno culturale, trasmettere ed interpretare ricette di luoghi assai distanti tra loro è sempre stato un modo per conoscersi, un must irrinunciabile per fare amicizia con popolazioni aventi tradizioni e culture diverse.
La cucina avvicina gli esseri umani. Un bisogno, quello del mangiare, che condiviso si espande fino ad arrivare ad una gioia e ad un'arte che con sacralità porta a quel famoso scambio culturale importante e altrettanto necessario per una popolazione per evitare che possa implodere su se stessa e possa in tal modo rigenerarsi, perchè si sa l'uomo ha comunque una fame inconscia di conoscenza e per questo di vitale importanza riuscire a soddisfarla.
Un fenomeno culturale che non morirà mai e che resterà un valido punto di riferimento per gli esseri umani è proprio la cucina, che aspettate, quindi, organizzate una cena con chi amate: un'occasione per sentirsi al centro del vostro mondo!
ONESTA': QUESTA SCONOSCIUTA.
Riflessioni al bar
Niente, ormai, è davvero incredibile per chi, come me, è sempre attento alla notizia trascritta sulla carta stampata, enunciata per via radiofonica o semplicemente postata sul web.
Una nuova (a dire la verità sa già di vecchio!!!) l'ho appena appresa attraverso un quotidiano gettato con "nonchalance" sul tavolino di un bar alla moda.
Seduta a gustarmi una bibita fresca per alleviare la calura di quest'estate già così tanto rovente da farsi male..e leggo con dispiacere, come sempre mi accade quando leggo notizie negative, l'ennesima truffa ai danni dei lavoratori, cittadini..non ultime istituzioni.
Reato di cui sono accusati i "potenti di turno" sono sufficenti affinchè possa sentirmi tristemente amareggiata.
Ogni notizia che sottolinea il degrado morale di un popolo arreca in me e in tutte le persone come me un'amarezza e una tristezza d'animo.
La giustizia seppur tardamente fa il suo corso...e così..giustizia viene fatta...ma poi? A parte la giustizia, la coscienza morale parlerà loro di quanto disturbato sia stato il popolo a così tanto oltraggio???!!!
Onestà
Rifletto
Onesto è colui che non arreca danno al bene comune, onesto è colui che trasparente si rivela al suo famigliare, al suo concittadino, al suo popolo, ancora onesto è colui che non bleffa, non insulta prendendo in giro l'intelligenza dei suoi simili, onesto è colui che non dice bugie, onesto è il contrario di disonesto, di chi ruba e basta e lo fa senza neppure una giusta causa.
Onesti siamo noi che non dobbiamo mai nasconderci dietro un falso sorriso di menzogna umana, onesti siamo noi che camminiamo per strada con fierezza di essere umani e leali con chi ci è vicino e lontano.
Onesto è il lettore che apprende una brutta notizia e con aria di disappunto, continua a sorseggiare la sua bibita fresca, pur riflettendo sulla disonestà letta.
Onestà....questa sconosciuta!!!
Niente, ormai, è davvero incredibile per chi, come me, è sempre attento alla notizia trascritta sulla carta stampata, enunciata per via radiofonica o semplicemente postata sul web.
Una nuova (a dire la verità sa già di vecchio!!!) l'ho appena appresa attraverso un quotidiano gettato con "nonchalance" sul tavolino di un bar alla moda.
Seduta a gustarmi una bibita fresca per alleviare la calura di quest'estate già così tanto rovente da farsi male..e leggo con dispiacere, come sempre mi accade quando leggo notizie negative, l'ennesima truffa ai danni dei lavoratori, cittadini..non ultime istituzioni.
Reato di cui sono accusati i "potenti di turno" sono sufficenti affinchè possa sentirmi tristemente amareggiata.
Ogni notizia che sottolinea il degrado morale di un popolo arreca in me e in tutte le persone come me un'amarezza e una tristezza d'animo.
La giustizia seppur tardamente fa il suo corso...e così..giustizia viene fatta...ma poi? A parte la giustizia, la coscienza morale parlerà loro di quanto disturbato sia stato il popolo a così tanto oltraggio???!!!
Onestà
Rifletto
Onesto è colui che non arreca danno al bene comune, onesto è colui che trasparente si rivela al suo famigliare, al suo concittadino, al suo popolo, ancora onesto è colui che non bleffa, non insulta prendendo in giro l'intelligenza dei suoi simili, onesto è colui che non dice bugie, onesto è il contrario di disonesto, di chi ruba e basta e lo fa senza neppure una giusta causa.
Onesti siamo noi che non dobbiamo mai nasconderci dietro un falso sorriso di menzogna umana, onesti siamo noi che camminiamo per strada con fierezza di essere umani e leali con chi ci è vicino e lontano.
Onesto è il lettore che apprende una brutta notizia e con aria di disappunto, continua a sorseggiare la sua bibita fresca, pur riflettendo sulla disonestà letta.
Onestà....questa sconosciuta!!!
sabato 23 giugno 2012
TRASFORMAZIONI MALIGNE!
E' incredibile....
l'animo umano cosa è capace di desiderare...sono senza parole e non certo perchè possa mancarmi la cosìdetta apertura mentale, ma ciò che ho avuto modo di vedere per televisione quest'oggi ha scatenato in me un disappunto manifesto e un conscio desiderio di condividerlo attraverso il mio "latorosadelweb".
Si parla di de-etnicizzazione!?!
Un fenomeno, a quanto pare, di gran moda oltre oceano...e ben tollerato dai più, scusatemi ma per il mio istinto "socio - giornalistico - umano" è troppo, davvero!
La trasmissione inizia prendendo spunto dalla grande star del pop : il grande Micael J. e come non riconoscerlo è stato davvero un grande talento, il suo, consacratosi nel firmamento delle celebrity che davvero non esistono più! Un talento nel suo genere, un cantante, un ballerino, un artista vero arrivato agli onori della cronaca in primis per le sue coltivate abilità musicali, per poi far parlare di sè per la sua trasformazione "magica".
Un disagio il suo talmente grande da non poter essere contenuto, minimizzato, superato dal grandissimo plauso al suo dono artistico, coltivato da bambino e affermatosi per dare vita ad una leggenda indimenticabile obiettivamente in tutto il mondo.
Il disagio di essere nato con la pelle nera o forse no, il disagio di essere un diverso o forse no...
dubbi sulla questione Jackson, dubbi e affermazioni più o meno esatte si sono affollate alla fine della sua esistenza sulla terra come essere umano.
Oggi in tv si parla di questo, ma non solo...
Si agisce e si spiega come con la "magica"mano di un bravo chirurgo estetico si possono praticamente cambiare i connotati, rinnegando in tal senso la propria etnia.
Apprendo con immenso stupore...(eh si, ahimè, sono una di quelle persone che seppur consapevole di non doversi più stupire di nulla a questo mondo, non riesce a non farlo! E quindi...con immenso stupore..) di quante persone decidono di sottoporsi ad estenuanti terapie chirurgiche per somigliare a questa o quella razza, etnia che dir si voglia...scusate la poca precisione in merito, ma si, lo ammetto, sono scossa all'idea che nella società odierna ci si possa involvere fino a questo punto.
Seppur la scienza avanza....si dice, questa per me è solo un'involuzione spirituale vera e propria!
Come si può credere di ripudiare la propria etnia e di non accettare l'esteriorità che ci appartiene e quindi la nostra vita..
Non è solo un problema di carattere religioso, il corpo che il Signore ci ha dato in dono ect...blablabla
E' un effetto placebo. Ne sono convinta. cambiare etnia non è una sana soluzione ad una scarsa autostima, ad un difetto o pregio estetico ( occhi a mandorla sex appeal o difetto? E via di seguito, è solo questione di punti di vista!!!)
Mi fa senso l'idea di avere facilmente l'opportunità di un tale drastico ed eccessivo cambiamento.
Non fraintendetemi, non sono contraria totalmente alla chirurgia estetica, ottimo passo avanti della medicina per porre rimedio a guarigioni post operatorie e perchè no forse anche dell'anima per i più coraggiosi, a fronte di un nuovo profilo ect....
Ma diamine cambiare etnia significa ripudiare l'intera esistenza, significa non aver amore di sè, non credere al dono che si è avuto: la vita è un magnifico regalo e nel bene e nel male l'essere umano non può permettere di stravolgere un essere radicalmente con interventi invasivi e che sanno di assurdo.
Un malessere psicologico può risolversi con uno sguardo nuovo sul mondo attraverso occhi o colori completamente diversi....può risolversi tutto con un cambiamento estetico, non sarebbe più semplice cambiare posto in cui vivere?
Cambiare etnia non è migliorare il proprio corpo, equivale a distruggere se stessi ad annientare il vecchio io sono..e diventare un nuovo io. Nuovi occhi, ma nuovo cuore?!?
Ho spento la tv. Quella tv nella quale da un bel pezzo, ormai non riconosco più gli uomini.
Uomini assuefatti alla vendita di tutto, delle emozioni, del decoro, della salute e d ora della vita al completo.
NON CI STO, seriamente in questo momento sento di rivalutare a gran voce anche una bella canzone che dalla radio tuonava come un desiderio pazzo "Vorrei la pelle nera..."
Ora canterei solo " Siamo come siamo"
l'animo umano cosa è capace di desiderare...sono senza parole e non certo perchè possa mancarmi la cosìdetta apertura mentale, ma ciò che ho avuto modo di vedere per televisione quest'oggi ha scatenato in me un disappunto manifesto e un conscio desiderio di condividerlo attraverso il mio "latorosadelweb".
Si parla di de-etnicizzazione!?!
Un fenomeno, a quanto pare, di gran moda oltre oceano...e ben tollerato dai più, scusatemi ma per il mio istinto "socio - giornalistico - umano" è troppo, davvero!
La trasmissione inizia prendendo spunto dalla grande star del pop : il grande Micael J. e come non riconoscerlo è stato davvero un grande talento, il suo, consacratosi nel firmamento delle celebrity che davvero non esistono più! Un talento nel suo genere, un cantante, un ballerino, un artista vero arrivato agli onori della cronaca in primis per le sue coltivate abilità musicali, per poi far parlare di sè per la sua trasformazione "magica".
Un disagio il suo talmente grande da non poter essere contenuto, minimizzato, superato dal grandissimo plauso al suo dono artistico, coltivato da bambino e affermatosi per dare vita ad una leggenda indimenticabile obiettivamente in tutto il mondo.
Il disagio di essere nato con la pelle nera o forse no, il disagio di essere un diverso o forse no...
dubbi sulla questione Jackson, dubbi e affermazioni più o meno esatte si sono affollate alla fine della sua esistenza sulla terra come essere umano.
Oggi in tv si parla di questo, ma non solo...
Si agisce e si spiega come con la "magica"mano di un bravo chirurgo estetico si possono praticamente cambiare i connotati, rinnegando in tal senso la propria etnia.
Apprendo con immenso stupore...(eh si, ahimè, sono una di quelle persone che seppur consapevole di non doversi più stupire di nulla a questo mondo, non riesce a non farlo! E quindi...con immenso stupore..) di quante persone decidono di sottoporsi ad estenuanti terapie chirurgiche per somigliare a questa o quella razza, etnia che dir si voglia...scusate la poca precisione in merito, ma si, lo ammetto, sono scossa all'idea che nella società odierna ci si possa involvere fino a questo punto.
Seppur la scienza avanza....si dice, questa per me è solo un'involuzione spirituale vera e propria!
Come si può credere di ripudiare la propria etnia e di non accettare l'esteriorità che ci appartiene e quindi la nostra vita..
Non è solo un problema di carattere religioso, il corpo che il Signore ci ha dato in dono ect...blablabla
E' un effetto placebo. Ne sono convinta. cambiare etnia non è una sana soluzione ad una scarsa autostima, ad un difetto o pregio estetico ( occhi a mandorla sex appeal o difetto? E via di seguito, è solo questione di punti di vista!!!)
Mi fa senso l'idea di avere facilmente l'opportunità di un tale drastico ed eccessivo cambiamento.
Non fraintendetemi, non sono contraria totalmente alla chirurgia estetica, ottimo passo avanti della medicina per porre rimedio a guarigioni post operatorie e perchè no forse anche dell'anima per i più coraggiosi, a fronte di un nuovo profilo ect....
Ma diamine cambiare etnia significa ripudiare l'intera esistenza, significa non aver amore di sè, non credere al dono che si è avuto: la vita è un magnifico regalo e nel bene e nel male l'essere umano non può permettere di stravolgere un essere radicalmente con interventi invasivi e che sanno di assurdo.
Un malessere psicologico può risolversi con uno sguardo nuovo sul mondo attraverso occhi o colori completamente diversi....può risolversi tutto con un cambiamento estetico, non sarebbe più semplice cambiare posto in cui vivere?
Cambiare etnia non è migliorare il proprio corpo, equivale a distruggere se stessi ad annientare il vecchio io sono..e diventare un nuovo io. Nuovi occhi, ma nuovo cuore?!?
Ho spento la tv. Quella tv nella quale da un bel pezzo, ormai non riconosco più gli uomini.
Uomini assuefatti alla vendita di tutto, delle emozioni, del decoro, della salute e d ora della vita al completo.
NON CI STO, seriamente in questo momento sento di rivalutare a gran voce anche una bella canzone che dalla radio tuonava come un desiderio pazzo "Vorrei la pelle nera..."
Ora canterei solo " Siamo come siamo"
mercoledì 13 giugno 2012
MUTILAZIONI GENITALI: SE NE DISCUTE!
Oggi, giugno 2012, sembrerebbe cosa impensabile. Ma la presenza di pratiche atroci e dolorosissime che privano una donna della propria sessualità è un vero fenomeno di costume che ancor oggi risulta essere problematico e di grande attualità e diffusione.
Questa ‘tradizionale’ pratica di alcuni gruppi etnici rappresenta, per donne in età adulta, un vero gesto d’affetto per le più giovani del gruppo: solo attraverso questo intervento, infatti, le ragazze possono, secondo le antiche usanze, riuscire a portare rispetto al loro futuro marito garantendogli completa dedizione e fedeltà.
Una sorta di dote, quindi, che attraverso un’autentica privazione garantisce dignità e rispetto alle donne all’interno dei loro gruppi di appartenenza.
Spesso anche gli emigrati sottopongono le loro giovani figlie a subire una tale pratica per far sì che ci possa essere un processo di facile reintegrazione nel gruppo di appartenenza nel caso fosse possibile rientrare nel loro paese natale.
Quante donne emigrate hanno l’opportunità di tornare a far parte integrante delle loro etnie e quante, invece, sono costrette a vivere due volte mutilate? Eh si, perché oltre la mutilazione e la privazione dei propri genitali, la ragazza impossibilitata a raggiungere il paese di provenienza è costretta a sentirsi due volte diversa e derubata in una società dove integrarsi ed interagire risulta già, a volte, cosa assai ardua.
L’origine dell’infibulazione (asportazione del clitoride, delle piccole e parte delle grandi labbra) è antichissima e non è religiosa.
I paesi in cui tale pratica è maggiormente diffusa sono la Somalia, il Sudan, la Nigeria e l’Etiopia, ma anche in Indonesia e in Egitto sono presenti alcune di queste pratiche, come la circoncisione.
Il rischio immediato è senza dubbio un’emorragia, che può essere mortale se la lama utilizzata colpisce l’arteria vulvare o del clitoride, inoltre l’uso di strumenti non sterilizzati può generare tetano ed altre infezioni gravi.
La donna subisce un ulteriore danno che ha violenti conseguenze in ordine alla sua vita sessuale, caratterizzata da rapporti sessuali dolorosissimi e privi di ogni sorta di piacere.
Da poco a Firenze è attivo un centro di riferimento per le mutilazioni sessuali e nonostante l’argomento sia stato più volte trattato dallo stesso Codice Penale dove ogni mutilazione all’essere umano è vietata, sono in corso di discussione alcuni provvedimenti per l’inasprimento di pene verso chi pratica questi interventi.
Le campagne di sensibilizzazione e le proposte progettuali di una prevenzione delicata verso tale preoccupante fenomeno non mancano come non mancano le testimonianze eccellenti di chi non è riuscita a cancellare il dolore e la sofferenza dal proprio animo.
L’argomento crea sempre più spunti di riflessione anche nel nostro Paese e questo lo si deve ad un maggiore incremento di chi sceglie, a volte necessariamente, l’Italia per stabilire affetti e sfere lavorative.
Sabrina Vasciaveo
Questa ‘tradizionale’ pratica di alcuni gruppi etnici rappresenta, per donne in età adulta, un vero gesto d’affetto per le più giovani del gruppo: solo attraverso questo intervento, infatti, le ragazze possono, secondo le antiche usanze, riuscire a portare rispetto al loro futuro marito garantendogli completa dedizione e fedeltà.
Una sorta di dote, quindi, che attraverso un’autentica privazione garantisce dignità e rispetto alle donne all’interno dei loro gruppi di appartenenza.
Spesso anche gli emigrati sottopongono le loro giovani figlie a subire una tale pratica per far sì che ci possa essere un processo di facile reintegrazione nel gruppo di appartenenza nel caso fosse possibile rientrare nel loro paese natale.
Quante donne emigrate hanno l’opportunità di tornare a far parte integrante delle loro etnie e quante, invece, sono costrette a vivere due volte mutilate? Eh si, perché oltre la mutilazione e la privazione dei propri genitali, la ragazza impossibilitata a raggiungere il paese di provenienza è costretta a sentirsi due volte diversa e derubata in una società dove integrarsi ed interagire risulta già, a volte, cosa assai ardua.
L’origine dell’infibulazione (asportazione del clitoride, delle piccole e parte delle grandi labbra) è antichissima e non è religiosa.
I paesi in cui tale pratica è maggiormente diffusa sono la Somalia, il Sudan, la Nigeria e l’Etiopia, ma anche in Indonesia e in Egitto sono presenti alcune di queste pratiche, come la circoncisione.
Il rischio immediato è senza dubbio un’emorragia, che può essere mortale se la lama utilizzata colpisce l’arteria vulvare o del clitoride, inoltre l’uso di strumenti non sterilizzati può generare tetano ed altre infezioni gravi.
La donna subisce un ulteriore danno che ha violenti conseguenze in ordine alla sua vita sessuale, caratterizzata da rapporti sessuali dolorosissimi e privi di ogni sorta di piacere.
Da poco a Firenze è attivo un centro di riferimento per le mutilazioni sessuali e nonostante l’argomento sia stato più volte trattato dallo stesso Codice Penale dove ogni mutilazione all’essere umano è vietata, sono in corso di discussione alcuni provvedimenti per l’inasprimento di pene verso chi pratica questi interventi.
Le campagne di sensibilizzazione e le proposte progettuali di una prevenzione delicata verso tale preoccupante fenomeno non mancano come non mancano le testimonianze eccellenti di chi non è riuscita a cancellare il dolore e la sofferenza dal proprio animo.
L’argomento crea sempre più spunti di riflessione anche nel nostro Paese e questo lo si deve ad un maggiore incremento di chi sceglie, a volte necessariamente, l’Italia per stabilire affetti e sfere lavorative.
Sabrina Vasciaveo
sabato 12 maggio 2012
BUONA FESTA DELLA MAMMA!
A te che hai sempre me nel cuore
a te che ti basta un sguardo per capire ogni mia emozione
a te che sei in prima linea sempre quando c'è qualcosa che mi rattrista
a te che mi aiuti ad essere ogni giorno migliore
a te e al cuore delle donne, così generoso e attento sempre!
Auguri mamme!
a te che ti basta un sguardo per capire ogni mia emozione
a te che sei in prima linea sempre quando c'è qualcosa che mi rattrista
a te che mi aiuti ad essere ogni giorno migliore
a te e al cuore delle donne, così generoso e attento sempre!
Auguri mamme!
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